giovedì 27 marzo 2008

Chi è Ciccio Siligardi

E' stato la memoria a memoria storicadello sport carpigiano, innamorato dei colori biancorossi e della sua Ac Carpi, di cui è stato giocatore, allenatore, dirigente e soprattutto primo grande tifoso. A 84 anni si èspento nella notte di Pasqua Guerrino Siligardi, da tutti i carpigiani conosciuto come Ciccio. Era stato ricoverato una settimana fa nel reparto di rianimazione dell'ospedale Ramazzini,e domenica notte il suo cuore ha smesso di battere. Per tutti gli sportivi carpigiani era stato un punto di riferimento, la memoria storica cui appoggiarsi per cercare vecchi aneddoti e riscoprire personaggi. Il calcio in senso di impegno attivo lo aveva lasciato da 15 anni, dopo aver collaborato col Carpi come allenatore dei portieri del settore giovanile. Era stato un promettente portiere coi colori biancorossi, poi aveva giocato nell'allora C a Salerno, Catanzaro e Gubbio, dovendo poi smettere a 28 anni per una sublussazione alla spalla, che ai tempi era un infortunio letale per i portieri. Siligardi aveva poi proseguto come allenatore, partendo da Catanzaro e tornando poi a Carpi, dove assieme a Oriello Lugli e De Pietri aveva conquistato la famosapromozione dalla D alla C. E In tutto ha guidato per 5 stagioni il Carpi,nel 54-55,nel 55-56,poi nel 74-75 e nell'82-83, restando in zona con il Sermidee il Concordia. «Nel Carpi sono stato tutto, allenatore, giocatore e segretario. Tutto tranne che ladro e ruffiano», gli piaceva ripetere in dialetto. Scrittore di commedie dialettali, era una sorta di tuttologo, ha collaborato a lungo con lepagine carpigiane della Gazzetta di Modena. Poi avevascritto numerosi volumi, il famoso "Un solo grido, forza Carpi" sulla storia di 80 anni di calcio carpigiano, fino all'ultimo"Storia di un campione con la "c" minuscola", della scorsa estate, un'autobiografia della sua carriera.(L'Informazione, 25 marzo 2008 Davide Setti)

Guerrino "Ciccio" Siligardi ci ha lasciato

(dal Carlino 25 marzo 2008)
VENTO E SOLE abbagliante: un pomeriggio così, per il funerale di Guerrino ‘Ciccio’ Siligardi, era proprio uno di quelli che lui, quando giocava da portiere di calcio, non avrebbe mai voluto, perché ‘il vento può cambiare improvvisamente la traiettoria del pallone e il sole in faccia non ti consente di vedere bene da dove arriva l’insidia’. Ma ieri la giornata così luminosa ha dato l’impressione di un’atmosfera meno triste e quanti hanno voluto accompagnare l’allenatore, lo sportivo, l’amico, hanno voluto manifestare in modo molto sentito la stima e l’affetto per il personaggio che ha fatto e dato tanto allo sport carpigiano.
UNO DEI SUOI ex giocatori, Giorgio Forghieri, al termine delle esequie ha lanciato una proposta: «Ciccio merita che la sua città gli intitoli un impianto sportivo, così come è stato fatto per Floriano Gallesi». E ad accompagnare ‘Ciccio’ all’ultima dimora, assieme alle sorelle Marina e Luciana, al cognato William, ai nipoti Alberto e Paola con il piccolo Alessandro, a rappresentare la città c’erano pure il sindaco Enrico Campedelli e l’assessore Alberto Bellelli, poi la prima squadra del Carpi con il presidente Fausto Salami («con la morte di Ciccio- ha detto- abbiamo perso una parte importante della nostra vita di sportivi e per la città»), gli allenatori Roberto Notari e Rosario Vitolo, la dg Teresa Montaguti, l’amministratore Alessandro Giglioli e numerosi collaboratori e tecnici.
SONO INTERVENUTI anche il presidente dell’Unvs Giancarlo Lugli, i dialettali del gruppo ‘Al Filòs’ e i dirigenti di altre società sportive, come la Soc. La Patria, la Nazareno, il Team Olympia, Ivano Barbolini ‘patron’ della Maratona d’Italia, oltre a numerosi ex calciatori del Carpi dei tempi in cui era allenatore. Dante Colli, che ha avuto Siligardi anche come collaboratore per i volumi della collana ‘Carpi di ieri’ lo ricorda per la ‘sua capacità di scrittura’.
DOPO IL LUNGO corteo che ha accompagnato il feretro al cimitero, nella chiesa ha celebrato le esequie il parroco della Cattedrale mons. Rino Bottecchi, assistito da don Giampio Caleffi parroco di Fossoli. Nell’omelia mons. Bottecchi ha ricordato i suoi dialoghi con Guerrino e “i suoi sentimenti di vero uomo dello sport”.
Corrado Vellani